I My Evil Twin pubblicano il loro album d’esordio “No Future”

 

I My Evil Twin pubblicano il loro album d’esordio “No Future”.

Il titolo, ispirato agli slogan punk degli anni ’70 carichi di disillusione e rifiuto radicale della società, dà il nome non solo al disco ma anche a un immaginario movimento. Un movimento che nasce nei bassifondi, cresce e si evolve fino a sfidare l’ordine costituito. Questa tensione, questa dualità, attraversa ogni brano e si riflette sull’intero lavoro: non solo a livello musicale – che non sceglie il punk come linguaggio sonoro ma un metalcore intenso e moderno, influenzato da Bring Me the Horizon, Architects, Bad Omens e Falling in Reverse – ma anche nell’artwork e nei contenuti.

“No Future” non è un concept album in senso stretto, ma le tracce sono legate da un fil rouge coerente fatto di suoni, immagini e sensazioni.

Il disco rappresenta un’evoluzione continua, una storia che si trasforma mentre viene raccontata. L’immaginario è quello di un futuro post-apocalittico che, più che una visione distante, si rivela uno specchio inquietante della realtà contemporanea: un mondo diviso, in cui una parte dell’umanità, corrotta dal consumismo e dalla ricerca del benessere a ogni costo, ha spinto il pianeta sull’orlo della distruzione, mentre l’altra è relegata alla pura sopravvivenza. Raccontare il presente senza filtri forse sarebbe stato impossibile; questo futuro immaginato parla di domani, ma descrive con lucidità la desolazione, la violenza e l’inquietudine dell’oggi.

TRACKLIST

NO SHELTER
Senza scudi né protezioni, “No Shelter” racconta la brutalità della guerra vissuta sulla propria pelle. Il brano contrappone lo sguardo distante e consumista dell’Occidente alla voce cruda di chi il conflitto lo subisce davvero, trasformando il dolore individuale in un grido collettivo di rivolta e speranza. È il prologo del mondo narrato in “No Future”.

0KAY!
Un viaggio introspettivo nella consapevolezza di sé, dove affrontare le proprie fragilità diventa inevitabile. Dietro la maschera del “sto bene” si nasconde un crollo interiore che distrugge vecchie certezze, aprendo però la strada a nuove possibilità e a una libertà più autentica.

FEAR THE FALL
Una lotta interiore segnata dalla paura di non essere abbastanza e dal timore della caduta, intesa come fallimento e smarrimento. Tra isolamento emotivo e bisogno di connessione, il brano dà voce al desiderio universale di non affrontare il proprio peso da soli.

THE OUTSPOKEN
Il racconto di un momento di stallo totale, in cui il tempo sembra finito e non resta che vivere l’istante. Non c’è rinascita, ma un atto di presenza istintivo e disperato: restare sotto la pioggia, urlare nella notte, sentire ancora qualcosa quando ogni direzione è svanita.

NO FUTURE

Un uomo osserva il mondo andare in fiamme e invita l’ascoltatore a guardare insieme a lui la fine. È un ritratto disilluso dell’umanità al collasso, dove valori, fede e maschere sociali si dissolvono, lasciando emergere l’istinto primordiale di sopravvivenza e la crudele verità di ciò che siamo diventati.

ARE U FOLLOWING ME?
Una ferita aperta, sospesa tra smarrimento e redenzione. Il brano è un grido nel vuoto, la domanda disperata di chi chiede se qualcuno sia disposto a restare, anche quando il cammino crolla e la fine sembra l’unica destinazione possibile.

SMALL TALKS
Un brano intimo che racconta il lento dissolversi di una relazione. Tra silenzi, distanza e parole non dette, l’amore non esplode ma si raffredda, trasformandosi in piccoli dialoghi quotidiani che riflettono nostalgia, orgoglio e accettazione.

D.E.A.D.
Un attacco diretto al tradimento di un’amicizia sacrificata sull’altare dell’ambizione. Senza redenzione né compromessi, il brano contrappone l’opportunismo vuoto all’integrità personale, diventando una dichiarazione di indipendenza e fedeltà ai propri valori.

SO I’M LOST
Lo smarrimento che nasce guardando indietro, quando il tempo rende definitive le scelte fatte. Crescere significa perdere parti di sé e affrontare il peso della consapevolezza, chiedendosi se esista ancora una via di fuga o se si sia prigionieri delle proprie decisioni.

LOG
Un flusso crudo e introspettivo sulla salute mentale, sull’esaurimento emotivo e sulla ricerca di autenticità. Attraverso la metafora del malfunzionamento tecnologico, il brano dà voce a battaglie invisibili, oscillando tra vulnerabilità e sfida, fino al limite dello spegnimento.

CRAZY
Un inno all’interruzione dei legami tossici. “Crazy” racconta il momento di lucidità in cui si riconosce che la mano che salva è la stessa che ferisce, e si sceglie di risalire da soli. Una resa dei conti che trasforma fragilità e senso di colpa in volontà e rinascita.

DREAMWALKING
Sospesa tra sogno e realtà, la traccia racconta uno stato di smarrimento onirico in cui il tempo si distorce e le regole non valgono più. Un viaggio istintivo verso la fine della corsa, non come promessa di salvezza, ma come tentativo disperato di muoversi prima che tutto collassi.

I My Evil Twin rappresentano il suono del conflitto interiore: la lotta tra chi sei e chi potresti essere, tra luce e ombra, tra lucidità e caos.

Elettronica, pesantezza e melodie inquietanti convergono in un’identità sonora che sfida i confini dei generi, dando forma a un percorso musicale crudo, emotivo e viscerale.

Ogni loro canzone è uno specchio: riflette le ombre che cerchiamo di ignorare, scava in profondità tra i temi dell’identità, dell’autodistruzione e dei mostri che portiamo dentro.

I My Evil Twin trasformano il dolore in catarsi e il disagio in energia. I loro concerti non sono semplici esibizioni: sono esplosioni emotive, intense e autentiche, capaci di connettere a un livello profondo chi ascolta. Questa non è solo musica heavy. È la colonna sonora di chi combatte guerre silenziose, invisibili ma reali.

L’album è stato anticipato da cinque singoli: la title track “No future”, “0kay!”, “Are u following me?”, “Crazy” e “LOG”.

ASCOLTA “NO FUTURE”!

https://benext.lnk.to/no_future

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