Con “Codici” i SARCO presentano un brano introspettivo e visionario

 

Con “Codici”, i SARCO presentano un brano introspettivo e visionario che indaga il rapporto tra individuo, coscienza e mondo esterno, attraverso una scrittura intensa che mette al centro la complessità dell’essere umano contemporaneo.

Il brano nasce da una riflessione intima e “cerebro-viscerale” sul funzionamento della mente e sulla sensazione di essere costantemente influenzati dagli impulsi che attraversano il nostro cervello.

In questa traccia il duo racconta di un essere umano che assorbe continuamente stimoli, informazioni ed emozioni dall’ambiente circostante, fino a percepirsi guidato da qualcosa di apparentemente invisibile, in un equilibrio fragile tra condizionamento e libero arbitrio.

Le prime strofe di “Codici” esplorano proprio questo spazio interiore: il “teatro della mente” dove pensieri, impulsi e percezioni si muovono in modo autonomo, trasformando il cervello in una sorta di spugna immersa nelle correnti della realtà. Una riflessione nata anche dalle conseguenze del periodo pandemico, dai suoi effetti sulla percezione del tempo, della solitudine e del rapporto con ciò che ci circonda.

Il brano amplia poi la propria prospettiva, spostandosi dalla dimensione mentale a quella esistenziale: la sensazione di fragilità e di estraneità verso sé stessi, quella condizione in cui l’individuo si sente esposto davanti a un mondo sempre più veloce e spietato, pronto a consumare ciò che incontra. La metafora del fiore essiccato diventa così il simbolo di una vulnerabilità umana messa alla prova da una realtà impietosa.

Nella parte finale, “Codici” allarga lo sguardo verso una dimensione sociale e ambientale, evocando i paesaggi della bassa padana e una progressiva rarefazione dei rapporti umani. In un contesto segnato dall’avanzare della tecnologia, l’uomo rischia di trasformarsi in una singola unità isolata, circondata da una quantità crescente di informazioni ma sempre più distante dall’ascolto reciproco.

Il titolo del brano racchiude il cuore della riflessione dei SARCO: siamo tutti attraversati da codici, quelli digitali che definiscono il nostro rapporto con la tecnologia e quelli genetici che appartengono alla nostra natura più profonda. Un intreccio di elementi invisibili che contribuisce a definire chi siamo e il modo in cui abitiamo il mondo.

I SARCO affondano le proprie radici nella terra padana, unendo le visioni sonore di Nicola Zanardi (musiche) e la scrittura viscerale di Nazario C. Rasori (voce e testi).

Amici di lunga data, dopo un primo tentativo artistico nato e poi interrotto nel 2017, i due tornano a collaborare nel 2024 dando vita a un nuovo progetto che trova la propria identità nell’incontro tra musica, parola e immaginario.

I SARCO costruiscono un universo oscuro e visionario, dove la scrittura attraversa territori al confine tra il body horror e la narrativa distopica, tra suggestioni letterarie e cinematografiche che richiamano l’alienazione di Philip K. Dick e la profondità emotiva di Krzysztof Kieślowski.

Un suono nato dall’incontro tra sacro e inquietudine, tra ritualità ancestrali e paesaggi sommersi: la Santeria incontra gli spiriti della palude, mentre compulsioni verbali, ritmi ossessivi e atmosfere disturbanti riportano in superficie il timbro della Farfisa filtrato attraverso una distorsione misofonica.

ASCOLTA “CODICI”!

https://orcd.co/sarco-codici

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