Diego De Vecchis: dopo aver battutto Roger Feder, oggi insegna tennis e padel a Panama. “Insegnare significa trasformare l’esperienza in crescita”
«Ho vinto molto a livello giovanile e ho avuto la possibilità di confrontarmi con alcuni dei migliori giocatori della mia generazione. Ho anche battuto Roger Federer quando eravamo entrambi giovanissimi. Ma oggi una delle soddisfazioni più grandi arriva quando un giocatore comprende quello su cui abbiamo lavorato, migliora e riesce a portarlo in partita. È un risultato diverso, ma per un coach può essere altrettanto importante».
Per Diego De Vecchis, romano, classe 1981, tennis e padel sono il filo conduttore di una carriera iniziata molto presto nell’agonismo e proseguita, dopo le competizioni, nella formazione e nello sviluppo di altri giocatori.
A tredici anni viene selezionato dalla Federazione Italiana Tennis per il Centro Tecnico Nazionale di Cesenatico. Allenamenti quotidiani, preparazione atletica, scuola e tornei diventano parte di una formazione a contatto con alcuni dei migliori giovani italiani ed europei.
La partita verrà ricordata anni dopo anche dalla stampa specializzata italiana, che ricostruisce quel confronto.
«All’epoca eravamo semplicemente due ragazzi che giocavano gli stessi tornei internazionali. Nessuno poteva sapere esattamente quale sarebbe stato il nostro futuro. Ma competere a quel livello ti obbliga a sviluppare molto presto tecnica, disciplina, capacità tattica e soprattutto mentalità».
Il 1997 segna un altro passaggio importante. La European Tennis Association gli attribuisce il terzo posto nel riconoscimento Boys 16 & Under “Player of the Year”; nello stesso anno fa parte della squadra italiana che conquista il primo posto agli European Indoor Team Championships Under 16. De Vecchis rappresenta inoltre l’Italia alla NEC World Youth Cup – ITF Team Championships for Boys and Girls 16 and Under di Vancouver.
Conclusa la fase agonistica, il centro del suo lavoro cambia: non più la propria prestazione, ma quella del giocatore dall’altra parte della rete. Nel corso degli anni sviluppa esperienza come tennis e padel coach, head coach e responsabile di programmi di sviluppo, lavorando con junior, adulti e atleti orientati alla competizione.
La sua attività comprende player development, valutazione tecnica, preparazione tattica e competitiva, analisi della performance e costruzione di programmi individualizzati. «Il principio di fondo è sempre capire chi hai davanti. Con un bambino devi costruire basi corrette senza togliere il divertimento. Con un adulto intervieni spesso su automatismi già consolidati. Con un agonista ogni dettaglio può incidere: tecnica, movimento, scelta del colpo, strategia, gestione della pressione. Non puoi utilizzare lo stesso metodo per tutti».
Negli anni De Vecchis affianca al tennis una preparazione specifica nel padel. Le due discipline, spiega, condividono la racchetta ma richiedono letture differenti.
«Nel tennis cerchi spesso di prendere la palla prima e comandare lo scambio. Nel padel devi imparare a utilizzare anche vetri, spazi, geometrie e gioco di coppia. La tattica assume un peso enorme». Il lavoro si estende anche alla valutazione del giocatore. Osservare un atleta, per De Vecchis, significa analizzare tecnica, movimento, consistenza, comprensione tattica, capacità decisionale e comportamento competitivo, per poi trasformare queste informazioni in un programma di sviluppo. È un’attività diversa dalla semplice correzione di un gesto: richiede di capire quali soluzioni restano efficaci quando la pressione della partita aumenta.Con il tempo arrivano anche responsabilità di coordinamento. Tra il 2018 e il 2022, come Head Padel Coach presso Country Sport Village, De Vecchis supervisiona un gruppo di dieci senior coaches, contribuendo alla programmazione delle attività, allo sviluppo dello staff e alla definizione di standard comuni di allenamento.
La carriera assume una dimensione internazionale. Tra il 2024 e il 2025 lavora nella Repubblica Dominicana come Padel Coach & Press Officer per la Dominican Padel Federation, con attività legate all’allenamento, allo sviluppo dei giocatori e alle iniziative federali. Successivamente prosegue la propria attività a Panama. «Aver giocato ad alto livello ti dà una base importante, ma poi devi imparare a insegnare. Devi capire la persona che hai davanti, osservare come reagisce e trovare il modo giusto per trasmettere ciò che sai. Il protagonista non sei più tu: è il giocatore che stai cercando di sviluppare». È forse questa la continuità più evidente nel percorso di De Vecchis: l’esperienza maturata da atleta non è rimasta legata ai risultati del passato, ma è diventata uno strumento di lavoro. Prima competere, poi allenare, valutare e guidare lo sviluppo degli altri. È cambiato il ruolo, non il campo.



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